martedì 22 dicembre 2015

L’ uomo è la macchina


Ecco uno dei primi re-post dal mio vecchio blog. Oggi vi parlo di un tema un po' particolare proponendovi una mia riflessione su cosa l’ uomo stia diventando. Dunque...

È l’ uomo che si sta trasformando in macchina o la macchina che sta diventando uomo?



Inizio questa riflessione con la fine di un meraviglioso libro di Luigi Pirandello: “Quaderni di Serafino Gubbio operatore”. Opera molto poco conosciuta di questo incredibile autore, ma molto profonda soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra l’ uomo e la macchina. Nel gran finale, il protagonista, Serafino, operatore della macchina da presa (o cameramen come diremmo noi oggi), si immedesima con la cinepresa a tal punto da riprendere un terribile incidente sul set, dove una tigre scappa e sbrana parte della troupe e degli attori, senza scappare o reagire. Serafino rimane muto, continuando a girare la manovella e guardando la scena non con occhi d’ uomo ma di macchina.

Eccone un estratto:

- Attenti, si gira!E io mi misi a girare la manovella, con gli occhi ai tronchi in fondo, da cui già spuntava la testa della belva, bassa, come protesa a spiare in agguato; vidi quella testa piano ritrarsi indietro, le due zampe davanti restar ferme, unite, e quelle di dietro a poco a poco silenziosamente raccogliersi e la schiena tendersi ad arco per spiccare il salto. La mia mano obbediva impassibile alla misura che io imponevo al movimento, più presto, più piano, pianissimo, come se la volontà mi fosse scesa - ferma, lucida, inflessibile - nel polso, e da qui governasse lei sola, lasciandomi libero il cervello di pensare, il cuore di sentire; così che seguitò la mano a obbedire anche quando con terrore io vidi il Nuti distrarre dalla belva la mira e volgere lentamente la punta del fucile là dove poc'anzi aveva aperto tra le frondi lo spiraglio, e sparare, e la tigre subito dopo lanciarsi su lui e con lui mescolarsi, sotto gli occhi miei, in un orribile groviglio.

Più forti delle grida altissime levate da tutti gli attori fuori della gabbia accorrenti istintivamente verso la Nestoroff caduta al colpo, più forti degli urli di Carlo Ferro, io udivo qua nella gabbia il sordo ruglio della belva e l'affanno orrendo dell'uomo che s'era abbandonato alle zanne, agli artigli di quella, che gli squarciavano la gola e il petto; udivo, udivo, seguitavo a udire su quel ruglio, su quell'affanno là, il ticchettìo continuo della macchinetta, di cui la mia mano, sola, da sé, ancora, seguitava a girare la manovella; e m'aspettavo che la belva ora si sarebbe lanciata addosso a me, atterrato quello; e gli attimi di quell'attesa mi parevano eterni e mi pareva che per l'eternità io li scandissi girando, girando ancora la manovella, senza poterne fare a meno, quando un braccio alla fine s'introdusse tra le sbarre armato di rivoltella e tirò un colpo a bruciapelo in un'orecchia della tigre sul Nuti già sbranato; e io fui tratto indietro, strappato dalla gabbia con la manovella della macchinetta così serrata nel pugno, che non fu possibile in prima strapparmela.Non gemevo, non gridavo: la voce, dal terrore, mi s'era spenta in gola, per sempre.
(…) Girare, ho girato. Ho mantenuto la parola: fino all’ultimo. Ma la vendetta che ho voluto compiere dell'obbligo che m'è fatto, come servitore d'una macchina, di dare in pasto a questa macchina la vita, sul più bello la vita ha voluto ritorcerla contro me. Sta bene. Nessuno intanto potrà negare ch'io non abbia ora raggiunto la mia perfezione.
Come operatore, io sono ora, veramente, perfetto.
Dopo circa un mese dal fatto atrocissimo, di cui ancora si parla da per tutto, conchiudo queste mie note.
Una penna e un pezzo di carta: non mi resta più altro mezzo per comunicare con gli uomini. Ho perduto la voce; sono rimasto muto per sempre. In una parte di queste mie note sta scritto: “Soffro di questo mio silenzio, in cui tutti entrano come in un luogo di sicura ospitalità. Vorrei ora che il mio silenzio si chiudesse del tutto intorno a me”. Ecco, s'è chiuso. Non potrei meglio di cosìimpostarmi servitore d'una macchina.
Non è forse vero che Pirandello ha anticipato quella che oggi è diventata la nostra quotidianità? Non è forse vero che noi la realtà e il mondo ormai li guardiamo con gli occhi di una macchina?

Pensiamo alla televisione, al telefono e al computer per esempio, ormai sono loro che scrivono la vita e il destino degli uomini, che ci mostrano quello che sono veramente gli uomini. E rimaniamo impassibili, ormai, di fronte alla vita stessa, continuando a guardare e percependo appena il passaggio dell’ esistenza, finché non è il fato a fermarci.
Turing sognava di creare una macchina che fosse indistinguibile dall’ uomo. Non siamo forse giunti a questo punto ormai?

Le macchine guardano il mondo con occhi più umani dei nostri, ci dicono cosa succede e come dobbiamo reagire, ci dicono come ci comportiamo, cosa e come dobbiamo pensare. Come macchine.

Chi è dunque veramente umano, l’ uomo o la macchina?

A questo domanda vorrei rispondere citando una serie di film (anime) che trovo davvero molto belli: Arise - Ghost in The Shell (ne farò un’ accurata recensione e descrizione prossimamente, perché è davvero un anime fantastico, ma molto complesso da spiegare e raccontare).



Thriller fantascientifico, la storia si ambienta nel XXI secolo, periodo dove ormai tutti gli abitanti della Terra sono robot, se costituiti unicamente da parti meccaniche, o cyborg, se in essi è ancora presente un cervello umano. In questi film, i protagonisti cercano di dimostrare che l’ anima (o “ghost”, “fantasma”) non è altro che un software, qualcosa di perfettamente codificabile e programmabile, che spiegherebbe il significato stesso dell’ esistenza e della coscienza.

Si parla così di una linea di confine tra umani e macchine, o meglio cyborg e robot, visto che di umano non rimangono che i sentimenti, le sensazioni, la pelle e il cervello.
Cosa differenza noi umani da una qualunque macchina?

Forse solo la presenza di tessuti organici, o l’ anima. Ma sappiamo dare una vera definizione dell’ anima? Cosa sono i ricordi, le emozioni e le esperienze che abbiamo “vissuto”?

Che siano esperienze simulate o sogni, le informazioni sono al tempo stesso realtà e fantasia. E, in ogni caso, tutti i dati che una persona accumula durante il corso della propria esistenza non sono che una goccia nel mare.

(Ghost in the Shell- Stand Alone Complex)

Il pensiero, la fantasia, la creatività. Ecco cosa ci distingue da un qualunque ammasso di pezzi di ferro e fili. Però possiamo dire veramente che TUTTI coloro che noi definiamo uomini li possiedano? Io credo di no, molte persone oggi non pensano con il proprio cervello, ma attraverso uno schermo o una tastiera, fanno “copia-incolla” di ciò che leggono, e parlano attraverso dei pixel, senza consapevolezza dell’ esistenza, guardano il cielo da uno
schermo, e la vita da dietro un muro, senza distogliere lo sguardo. Quando poi uno “schiavo” liberatosi da questo schermo scopre la realtà e cerca di trasmetterla ai suoi vecchi compagni, essi lo deridono, lo isolano e lo uccidono, credendolo un bugiardo. Proprio come il mito della Caverna di Platone.  Ma noi, invece di essere incatenati mani e piedi e costretti a vedere nulla più che ombre, siamo legati dall’ ignoranza, dal pregiudizio ad un semplice pezzo di metallo. E lo guardiamo, sperando che esso ci conduca alla felicità e alla realtà, che ci dia delle risposte a delle domande che non conosciamo neanche. Perdiamo consapevolezza della vita, ogni singolo giorno, e registriamo come cineprese quello che ci è posto davanti, che sia bello o brutto, vero o falso.


E dell’ anima non rimane che un’ impercettibile respiro, perché ormai schiavi di macchine che noi stessi abbiamo creato.

L’ uomo e la macchina sono dunque divenuti il medesimo essere? Siamo solo macchine che creano altre inutili macchine?

Cogito ergo sum, penso quindi sono, umano, troppo umano o forse nulla più di una macchina.
(mia discutibilissima idea)

venerdì 18 dicembre 2015

Il peggio di internet #2

Siamo alla seconda puntata di questa mia nuova rubrica, lo so che non ho pubblicato molti articoli ultimamente e sono un po' monotoni ma a causa di università ed esami sono stata piuttosto occupata e assente. Ma finalmente ora sono in vacanza e partiranno i re-post degli articoli del mio vecchio blog!!! :) 

Ma veniamo a noi: come già sapete ogni puntata, vi prongo ben 10 oscenità trovate accidentalmente in giro per il web e troverete un imperdibile gadget con cui non potrete più vivere senza e che potrete regalare ai vostri amici e parenti! 
Infine, per smorzare il trauma provocatovi, metterò un' immagine che mi ha colpito e ho trovato interessante. E ora diamo il via a questa seconda puntata...

CLASSIFICA DEL DISAGIO


#10 posto


Abbiamo visto tutti i cartoni di Wile Coyote e Beep Beep, a quanto pare qualcuno ha avuto la brillante idea di dedicargli un murales e qualcun altro invece, probabilmente sotto effetto di qualche sostanza, di andarcisi a schiatare contro.



#9 posto


Pensavate di averle viste tutte? Sbagliato! A quanto pare c'è chi si diverte a vestire i propri rettili domestici con meravigliosi maglioncini...



#8 posto


Di regali per il Natale non se ne può davvero più... pubblicità ovunque, gadget orrendi in vendita in ogni angolo. E a quanto pare quest' anno va di moda mettere la propria faccia sulle cose... (sito: orrende cartoline per le feste).



#7 posto


Cosplayer: lo stai facendo nel modo sbagliato.



#6 posto

Il web sembra impazzito. Su Facebook dopo Je suis Charlie, la bandiera Gay e Pray for Paris c'è un' invasione di spade laser sui profili, spoiler ovunque e immagini che rasentano il degrado più totale, come questa... Chanel ha sempre delle idee originali, come le tette laser!




#5 posto


A qualcuno è sfuggito di mano lo spirito natalizio a quanto pare...




#4 posto


Uomini che intasano Facebook con foto che fanno accapponare la pelle...




Stiamo arrivando al peggio.

#3 La medaglia di bronzo va a…


All' idiozia delle persone che credono in tutte le minchiate che si leggono su facebook... non ho parole...



#2 Qua iniziamo a fare sul serio!


Vi presento gli spaghetti senza spaghetti! Pasta per crudisti presumo fatta di aria e di resti di altri crudisti: senza calorie, carboidrati, grassi e proteine! Gnam!




#1 E vince al primo posto...


La cosa più assurda che ho trovato questa settimana è... il My Knitted Boyfriend! A questo link trovate l' articolo del cazzo di Pianeta Donna, mentre qua quello ufficiale dell' artista olandese che ha avuto questa trovata.

Donne, siete troppo indaffarate per trovare l' uomo della vostra vita? Avete diversi spasimanti ma nessuno ancora è quello giusto? Ecco la soluzione!!!


Siete in crisi con i regali di Natale? Volete sorprendere i vostri amici ma non avete nessuna idea? Ecco un regalo indimenticabile che farà urlare le vostre amiche e i vostri fidanzati...



Purtroppo  però è un set da collezione, ma sono sicura che se manderete un messaggino a Chanel ve ne procureranno uno su misura! Mai più senza!!!

Grazie per aver letto questo post, al prossimo venerdì con questa rubrica e a presto con un nuovo articolo ;)

L' arte a modo suo

venerdì 11 dicembre 2015

Il peggio di Internet: prima puntata



Ecco a voi questa mia nuova rubrica, che uscirà ogni venerdì e sarà una raccolta delle peggiori cose trovate in giro per il web. Basta fare i seri, ogni tanto bisogna cambiare!

In ogni puntata, vi proporrò ben 10 immagini, video, post o articoli che ho trovato in maniera assolutamente casuale su internet, tra Facebook, Blog, Siti e altri social in generale in una “classifica del disagio” per così dire.
In più, come se non fosse già abbastanza, troverete un imperdibile gadget con cui non potrete più vivere senza e che potrete regalare ai vostri amici e parenti!
Infine, per smorzare il trauma provocatovi pubblicando una marea di cazzate, metterò l’immagine più bella che mi è capitata sott’occhio, per chiudere il post.  Detto questo INIZIAMO!

CLASSIFICA DEL DISAGIO


#10º posto


Sapete quando volete farvi un tatuaggio, avete un' idea in mente ma il risultato non è quello sperato? Eccone un esempio...


#9º posto


Buon Natale! C'è chi l' albero lo fa con il tradizionale abete e chi invece dà sfoggio del suo alcolismo...


#8º posto


Personalmente adoro leggere. Amo i libri, il loro odore, sentire la carta tra le mie mani. Ma talvolta certe ciofeche mi lasciano sbigottita per il titolo, o la copertina come in questo caso, dove sono riusciti a fotografare due persone a caso cercando di farle sembrare una coppia...



#7º posto


Chi è il papà più bravo del mondo? Certe volte i genitori si riducono a fare qualunque cosa per i figli!





#6º posto


Problemi in cucina? Tranquilli, c'è chi è messo peggio di voi, lo dimostra questa raccolta di fotografie: http://9gag.com/gag/apByxyB?ref=fbp .



#5º posto


Idee per regali? Fate contenti i vostri genitori con dei meravigliosi cuscini con la vostra faccia stampata sopra...


#4º posto


Chi non ha mai pensato di farsi un tatuaggio? Beh a quanto pare c'è gente che non ci ha pensato proprio e ha trasformato la sua pancia in un capolavoro... si cioè più o meno...




E qui saliamo sul podio…

#3º La medaglia di bronzo va a…


Pornostar che danno consigli sul cunnilingus usando delle ostriche. Ma che...???




#2º Al secondo posto…


C'è chi scrive post su Facebook cercando di apparire intelligente, rivoluzionario e migliore degli altri... 




#1º And the winner is…


Certe volte per trovare l' amore si ricorre a tutto, persino ai siti d' incontri. Ecco alcune immagini prese da un sito russo. Il perchè abbia vinto l' oro del degrado lo potete intuire.









Ma non finisce qua!!! Siete in crisi con i regali di Natale? Non sapete proprio più che inventarvi? Io ho la soluzione! Ecco a voi il Willy Warmer Hand Knitted Penis Pouch!


Ne volete 1? Ne volete 100? Ecco il link dove potrete trovarlo, in vendita a soli $10.65 ($9.95 se usato): http://www.amazon.com/Willy-Warmer-Knitted-Penis-Pouch/dp/B00K85TE7C .

Queste sono tra le cose più orrende trovate su internet questa settimana. E voi invece, da cosa siete rimasti traumatizzati? 
Si accettano segnalazioni per le prossime puntate!
Grazie per aver letto questa marea di idiozie e al prossimo venerdì con questa rubrica ;)





martedì 8 dicembre 2015

Marco Lazzara presenta: Arcani


E rieccomi con voi, dopo un po' di vacanza e di studio matto e disperatissimo! Oggi vi voglio proporre un evento a cui non potete mancare. 

Il 19 dicembre infatti ci sarà la presentazione del nuovo libro di Marco Lazzara: Arcani. Vi
ricordate? Ve ne ho già parlato con una recensione (per leggerla clicca QUI)! Il libro ha come tema gli Arcani Maggiori dei tarocchi e a ciascuno di essi è correlata una storia, racchiusa in una cornice che lega assieme tutti i racconti. 


Che occasione perfetta per ultimare i regali di Natale e discutere di racconti e libri!

Non potete mancare! Ma bando alle ciance e veniamo ai fatti.

La presentazione sarà sabato 19 dicembre alle ore 18.00 al primo piano della Fumetteria GuruGuru di Via Palazzo di Città 26/B a Torino. Marco verrà a parlarci del suo libro, che potrete acquistare direttamente in negozio e farvi dedicare da questo bravissimo e incredibile scrittore. Troverete anche qualche copia del suo primo libro, "Incubi e Meraviglie", altro gioiellino di racconti che non può mancare nella vostra libreria. 

Se volete scoprire di più sull' autore potrete tormentarlo direttamente il giorno della presentazione oppure fare un giro sul suo blog, creato apposta per farvi conoscere meglio "Arcani" e per parlare di tutto quello che gli frulla nel cervello. Ecco qua il link dove potrete trovarlo e stressarlo con i vostri commenti: arcaniearcani.blogspot.com :) 


Inoltre, lo stesso giorno a partire dalle 15.30 troverete in negozio Uanino, direttamente dalla vostra infanzia! Con lui potrete fare foto e troverete tantissimi gadget.


 Non avete scuse per non partecipare! Vi aspetto numerosi!

Se avete un profilo Facebook, potete seguire l' evento e tenervi aggiornati direttamente sulla pagina: https://www.facebook.com/events/1526626520996683/

Se vi piacciono fumetti, incontri, gadget e siete dei fanatici di manga, anime, serie tv italiane o straniere, allora rimanete sintonizzati sulla pagina di GuruGuru Fumetteria, dove eventi, spettacoli, sfilate, corsi di disegno e molto altro ancora sono all' ordine del giorno: https://www.facebook.com/gurugurushop/

Infine, da questo venerdì avrà inizio la mia rubrica "Il peggio di internet" che uscirà ogni settimana con le peggio cose viste sui social e in giro per la rete... giusto per farci due risate e piangere sulla stupidità del genere umano. Detto questo buona settimana!
A presto ;)



domenica 29 novembre 2015

Ricordati sempre chi sei



Al solito, un post dal titolo strano. Perché? Dunque, portate pazienza e lasciatemi spiegare.

Nelle ultime settimane, me ne stanno capitando di tutti i colori: coinquilini che mi fanno dare di matto, gente che mi insegue in metropolitana, il gatto che caccia blatte e me le lascia come regalo nelle scarpe, università che non mi lascia un attimo di tempo tra lezioni, pratiche ed esami, notti insonni passate a studiare o a pensare alle cose più inutili possibili e mille altre cose. Mio padre, conscio del fatto che sto davvero esaurendo energie e pazienza, ha ben pensato di mandarmi il seguente messaggio:


“Ricordati sempre chi sei!”

Il meraviglioso capolavoro che vedete nella foto, è un mio disegno di quando avevo circa 3-4 anni e che i miei genitori hanno conservato insieme al “Giallo-azzurro coniglio mannaro”, che rappresenta un dittico di inestimabile valore appeso in camera mia, in campagna, di cui vi risparmio la visione. Guardando questa foto, mi sono ricordata di quando ero una tappetta: volevo andare sulla luna per scoprire se fosse fatta veramente di formaggio (maledetti Wallace e Gromit). Ed essendo io una persona che rimugina molto sui ricordi, che vive dei suoi sogni pensando a quello che è e non è stato, mi sono venuti in mente mille pensieri.
Wallace e Gromit: una fantastica gita

Siamo stati tutti bambini, adolescenti e in fondo lo siamo ancora. Abbiamo avuto tutti delle ambizioni assurde, io per esempio, in un momento della mia infanzia, volevo diventare un’astronauta e addomesticare orsi allo stesso tempo, magari invece voi volevate diventare gli imperatori della galassia o chissà che.

Certe volte passiamo dei momenti assurdi nella nostra vita: lo stress e l’ansia ci logorano dentro, momenti orrendi ci impediscono di essere felici e talvolta la solitudine ci impedisce di fare qualunque cosa. Vorremmo qualcuno al nostro fianco, per un bacio o dormirci accanto, sentirci amati e invece ci troviamo con una pila di libri e fogli mezzi smangiucchiati da un gatto che nel frattempo si sta facendo uno spuntino con le tue mutande rubate dallo stendino.

A volte per impressionare qualcuno, che sia per lavoro, amici o per amore, non siamo noi stessi. Mettiamo una maschera e cerchiamo di essere qualcun altro, nascondiamo i nostri desideri e ce li teniamo dentro per paura di un rifiuto, portandoli dietro. In altri casi invece siamo talmente occupati nel preparare esami, organizzare gli impegni e il lavoro che ci dimentichiamo persino di chi siamo e cosa vogliamo.

Ecco, io vi dico: non fatevi rubare la vita dagli impegni. Il tempo passa, le cose cambiano e talvolta ci dimentichiamo di chi siamo veramente e di cosa vogliamo per talmente tanto tempo che a un certo punto ci guardiamo allo specchio e non ci riconosciamo più.

Dov’è finita quella ragazza che voleva diventare veterinaria, che amava leggere e scrivere sotto gli alberi in mezzo a un prato, che desiderava con tutto il suo cuore di dare un bacio all’ uomo che ama? Dov’è finito quel ragazzo che voleva diventare medico, avvocato, attore, scienziato? Dove siamo finiti?

In quello specchio non rimane che una persona logorata dalla fatica, dalla solitudine, dalla tristezza, dallo stress e dall’ ansia di non riuscire a fare nulla. Ci dimentichiamo di chi siamo veramente talvolta.
Bambini, cresciuti, con una marea di responsabilità e impegni che ci portano via la vita, i sogni, certe volte.
Fermiamoci un attimo a pensare: ne vale davvero la pena? Vale davvero la pena lavorare così tanto, perdere così tanto tempo per qualcosa? Forse sì o forse no. La scelta è vostra, prendetela con cautela.

Non abbiate paura di fallire, perché i veri falliti sono coloro che non ci provano o che si arrendono, che si accontentano e non vanno oltre, che si sono dimenticati i loro desideri.
Provate a riprendere in mano una vostra foto di qualche anno fa, un vecchio disegno (anche se raffigura un orrendo razzo amorfo) e cercate di ricordare quel momento preciso, quel periodo. Quanto siete cambiati da allora?

Io, per esempio, ero una teppista già da marmocchia...


Ho fatto decisamente troppe domande in questo post, ma vi rassicuro che i prossimi articoli saranno decisamente più piacevoli :) 


sabato 14 novembre 2015

Così è (se vi pare)



Il titolo può deviare da ciò di cui voglio veramente discutere. L’ opera dall’ omonimo titolo di Luigi Pirandello? Non esattamente. Voglio parlarvi sempre di uno spettacolo però, forse il più lungo, dispendioso mai realizzato nella storia dell’umanità, uno spettacolo a cui tutti prendiamo o abbiamo preso parte, come spettatori o attori: la religione.

Non credo siate sorpresi di leggere questo tema dopo i fatti avvenuti recentemente. Con tutto il rispetto però che porto verso le vittime dei recenti attentati, dei miei amici parigini che hanno perso, cari e parenti, e allo stesso tempo dei miei amici musulmani che si sono sentiti dare degli assassini, mostri e quant’ altro, non ho intenzione di soffermarmi su questo unico caso, sui fatti parigini del 13 novembre. Perché questa non è che una pagina di mille e mille che porta scritti i nomi di chi ha perso la vita, la speranza e la pace per motivi legati alla religione.

Ogni volta che avviene un attentato vedo persone accanirsi contro il mondo, politici, poliziotti e così via, altri pubblicare foto e immagini con frasi commoventi che in sé non portano un sincero cordoglio ma un messaggio che invita alla semplice memoria, a fare un minuto di silenzio per ricordare o che porta i colori della bandiera su cui del sangue è stato versato.

Sia forse che la morte si combatte con il silenzio, con i colori o le immagini? Io, personalmente, non sono d’accordo. Anne Frank diceva “Le persone morte ricevono più fiori rispetto a quelle vive, perché il rimpianto è più forte della gratitudine”, non è dunque quello che stiamo facendo? Piangere su ciò che non siamo riusciti a prevedere, salvare o evitare? L’ essere umano ha questa incredibile capacità di trasformare le minacce, la morte e la disperazione in denaro sonante.

È facile leggere o sentire un cristiano sostenere che “il cristianesimo moderno non si macchia le mani di sangue come l’islamismo” (commento preso direttamente da Facebook). Dimentichiamo dunque tutte le stragi avvenute per mano della Chiesa nel corso dell’“evoluzione” dell’uomo? Io non dimentico. E non lo voglio fare perché per me è una mancanza di rispetto verso quelle persone che si sono viste portare via la vita con una scusa, oltre a essere un’orrenda dimostrazione di indifferenza, se non ignoranza. Cristiani e islamici, hanno le mani bagnate di sangue in egual modo. L’ unica cosa che cambia sono le armi con cui queste due religioni, “ideologie” hanno combattuto le loro guerre e come sono state accolte dal mondo.

Oggi è molto più facile condividere queste notizie, fatti e avvenimenti, grazie a social network e mezzi di comunicazione, di conseguenza è molto più facile scandalizzarsi ed esprimere il proprio odio e la propria disapprovazione.

Ma così è. Non esiste chi ha più o meno colpa, cristiani e islamici hanno torto entrambi e si portano alle spalle motivi che sono inutili e senza fondamento nello stesso identico modo. Nessuno ha più o meno ragione, nessuno ha più o meno torto. È una guerra alla pari, per quanto riguarda fanatismo e fondamenti.

O almeno io non vedo nessuna differenza.

Vi vedo affannati a cercar di sapere chi sono gli altri e le cose come sono, quasi che gli altri e le cose per sé stessi fossero così o così” dice Pirandello proprio nella sua opera. Cerchiamo una verità unica, che però è relativa e, alla fine, non esiste. In uno stesso istante esistono più o meno punti di vista, anche se apparentemente contradditori, e ciascuno è coerente in sé stesso. La verità è che Dio, le persone e la verità cambiano nel tempo, nei luoghi e nelle circostanze. 


Perdonatemi per quelle che sono le mie parole, forse penserete siano banali è scontate ma io le ritengo vere: l’unica guerra che andrebbe combattuta è l’indifferenza, l’ignoranza. L’ unica vera lotta va fatta con sé stessi e il proprio cuore, la propria mente e la propria anima.

In questo teatro dell’assurdo che è il mondo, l’odio, la guerra aspettiamo Dio e combattiamo per esso. Non è forse così?

Aspettiamo. Che qualcosa cambi. Aspettiamo che qualcuno dia un senso alla nostra vita ed esistenza. Ma arriverà mai Dio?

Nel Corano si dice “Dio ha creato l’uomo da un grumo di sangue” (Sura 96:1—2) “Allah è il creatore del mondo è dell’uomo. Ma l’uomo non è stato creato a immagine di Dio” (Sura 55:1-7), nella Bibbia “Dio ha creato l’universo e l’uomo a sua immagine e somiglianza. Egli rivela la sua essenza nella creazione.” (Giovanni 1:14-15).



Chi ha ragione? Qual è la verità? Forse se aspettiamo Dio, la risposta arriverà. Ma quando arriverà questo Dio?
Dio è morto e con lui l’uomo, nello stesso sangue in che è stato versato per salvarlo e per crearlo.


Nel cuore d’ ogni uomo c’è un vuoto che ha la forma di Dio
-Blaise Pascal




Nota finale al lettore: gli argomenti trattati e le parole scritte in questo articolo, sono frutto di una riflessione personale e soggettiva. Invito le persone che volessero commentare a farlo in maniera educata, siccome le idee altrui, per quanto siate d’accordo o meno con esse, si analizzano con rispetto e non con odio. Grazie per aver letto il mio post.


domenica 8 novembre 2015

La musica dà forma al silenzio



Che cosa è la musica?

Questa domanda non ha una un’unica risposta. Ma posso dirvi cosa penso io. “E chi se ne frega” penserete voi. Ve lo concedo, ma allo stesso tempo vi invito a riflettere con me su cosa sia la musica e su cosa rappresenti per l’uomo.
La musica è arte, un’arte di rumori, suoni e talvolta parole.


La musica comincia dove finisce il potere delle parole.
Richard Wagner


Possiamo percepirla come un semplice suono organizzato, le cui note sono degli stimoli che producono in noi sensazioni più o meno complesse. Oppure può essere una specie di linguaggio per trasmettere tristezza, felicità, amore, desideri, malinconia. E se fosse invece un semplice intrattenimento, un modo per riposare e non pensare più ai problemi della giornata, della vita?

Ma perché cercare di dare un significato all’ arte, un significato a una domanda che non ha una sola risposta?

La musica è qualcosa di puramente soggettivo, che ciascuno di noi percepisce in maniera differente, in base al suo passato, a quello che vive, che desidera e a quello che sogna. Proprio per questo esistono diversi generi musicali con diverse melodie, ritmi, armonie, timbri, perché gli esseri umani sono diversi tra loro e persino nel proprio animo. Come l’uomo, la musica si è evoluta, è cambiata e si è diversificata.

La musica esiste per dare una forma al silenzio. L’anima, il pensiero si è sublimato nella musica, che Romain Rolland descrive come sentimento oceanico di immedesimazione col tutto, matrice delle religioni, essendo essa mistica a differenza delle arti figurative, che spinge l’ascoltatore a una sorta di fusione con l’oggetto.  Ma quale oggetto? La nota? O forse lo stesso uomo?

Secondo Freud è l’Io.

«Siamo assolutamente pronti a riconoscere che un “sentimento oceanico” esiste in molte persone, e propendiamo a ricondurlo a una prima fase del sentimento dell’Io» scrive nel Disagio della civiltà, in risposta all’ affermazione di Rolland. Per lui la musica era più una forma di nostalgia ma non come la possiamo pensare noi, bensì una nostalgia della relazione tra un bambino e la madre. La voce della mamma, le melodie delle ninne nanne, il ritmo della culla non sono che un armonico contrappunto con la lallazione infantile.

Oggi riconosciamo la musica come arte che, come scrive sempre Freud nelle Precisazioni sui Due principi dell’accadere psichico, «perviene, per una strada sua particolare, a una conciliazione dei due principi [principio di piacere e principio di realtà]. L’ artista è originariamente uomo che si distacca dalla realtà, giacché non riesce ad adattarsi.»

Queste parole però, nonostante non fossero riferite al concetto di “musica”, mi sembra rispecchino piuttosto bene l’“artista” e, in fondo, un musicista non è anche artista?



La Musica crea uno spiraglio nel cielo.
Charles Baudelaire

Si rifugia in un mondo che non è quello reale, personale e privato, dove può passare il tempo semplicemente per dilettarsi o per riflettere. Diventa creatore, condividendo la sua opera alla percezione degli altri esseri umani che la interpretano a seconda del loro cuore e della loro vita.
Johann Sebastian Bach diceva che la musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori. Aveva ragione, la musica aiuta a far tacere quel silenzio del tempo che passa, la solitudine, fermando tutto in un pensiero, un ricordo, un’emozione, un piacere.

Un uomo non può essere ebbro di un romanzo o di un quadro, ma può ubriacarsi della Nona di Beethoven, della Sonata per due pianoforti e percussione di Bartók o di una canzone dei Beatles.
Milan Kundera


A questo punto però, mi fermo e vi chiedo: cos'è per voi la musica?


Ecco quel che ho da dir sulla musica: ascoltatela, suonatela, amatela, riveritela e tenete la bocca chiusa.
Albert Einstein

venerdì 30 ottobre 2015

L’ Arte di Agar



Pensate che i batteri siano noiosi, orrendi e assolutamente fastidiosi? Sbagliato! La prova che smentisce ciò è costituita dal concorso annuale “Agar Art Competition” istituito dall’ American Society for Microbiology.

Per questo evento, microbiologi e artisti devono creare un disegno costituito interamente da colonie di batteri, funghi e agenti microbiologici su una piastra di Petri riempita di agar, un polisaccaride usato come base gelificante per creare un terreno di coltura per microorganismi, quali i batteri.

Il risultato? È favoloso. Chi mai avrebbe pensato che dai batteri si potessero ricavare delle tali (e potenzialmente pericolose se non fossero fissate con resina epossidica in modo da evitare qualunque rischio) opere d’ arte? Non mi dilungherò troppo in chiacchiere e vi faccio direttamente vedere alcune delle opere più belle realizzate per l’edizione del 2015. Godetevele!




Vincitore del primo premio per l' edizione 2015, "Neurons", Di Mehmet Berkmen del New England Biolabs e Maria Penil. Creato con Nesterenkonia (giallo), Deinococcus (arancione) e Sphingomonas.





Terzo  posto, "Harvest Season", Il Saccharomyces cerevisiae è un tipo di lievito. È l’agente attivo più comune nella maggior parte dei cibi che mangiamo tutti i giorni, come pane, vino e birra, sin dai primi sviluppi della civiltà umana. Questo è uno dei più studiati organismi eucariotici in biologia molecolare e cellulare e ha permesso di scoprire moltissime proteine che oggi sappiamo essere fondamentali all’ essere umano.




"Cell to Cell", una delle creazioni più belle in questa competizione, 
crea una comunicazione tra il mondo microscopico e quello macroscopico. Realizzato con Serratia (rossa) e Nesterenkonia (gialla), rifinita poi con Deinococcus (arancione) e Sphingomonas.



"Cell", realizzato con Nesterenkonia, Deinococcus e Shingomonas.




“Jellyfish”, usando gli stessi agenti dei precedenti Petri, con un tocco in più di bianco dato dal Bacillus, per rappresentare l’ eterna danza di due meduse. 


“Mushrooms”, l’ autore si è ispirato dalle forme biologiche di alcune piante acquatiche per il suo lavoro.



“The Streptomyces Sky”, che da come dice il titolo rappresenta un cielo di Streptomyces coelicolor, un batterio filamentoso gram-positivo. Le colonie di questo batterio quando attraversano una serie di cambiamenti passano da creare singole spore a miceli multicellulari che producono filamenti formando poi delle spore vere e proprie. Nel momento in cui iniziano a crearsi questi filamenti, le colonie assumono una colorazione bianca e una forma che ricorda quella delle stelle.

Quando le colonie di Streptomyces sono soggette a stress, possono produrre un eccesso di composti che sono biologicamente attivi in modo da combattere la minaccia. In questo caso, per fare il colore del cielo, è stato aggiunto un antibiotico (spectinomicina) che ha causato la secrezione di un pigmento blu, in inglese “actinorhodin”, che ha coperto parte del medio creato con farina di soia per dare diverse gradazioni di colore.



“Flowering Sunshine”, creato in un medio moderatamente selettivo, sono stati usati Salmonella, Shigella ed E. coli che hanno assunto colorazioni diverse grazie all’ utilizzo di lattoso, saccarosio e salicina.



“The Starry Night” che prende ispirazione da Vincent van Gogh. I materiali cromogenici presenti nell’ agar hanno rilasciato un composto colorato che quando viene idrolizzato da uno specifico enzima, permette a un particolare batterio di avere un colore diverso su di esso. Il marrone è dato dal Proteus mirabilis, il bianco dall’ Acinetobacter baumanii, il celeste-verde dall’ Enterococcus faecalis, il blu scuro invece è Klebsiella pneumonia.



“Yeast Go Viral”. Creato con lieviti per dimostrare che non tutti i virus sono pericolosi, infatti alcuni tipi di virus micotici inducono la produzione di tossine che uccidono altri virus permettendo all’ organismo che li ospita di crescere senza produrre necessariamente alcuna malattia.



Ecco infine un' onda di candida, opera dell' artista Maria Penil che però non ha partecipato al concorso di quest' anno.

Che ne pensate? Non sono bellissimi? Secondo me sono assolutamete originali! Anche se bisogna ammettere che non tutti i microbiologi sono dei bravi artisti...


Oh beh, almeno ci hanno provato!

Se siete interessati a partecipare, provateci! Vi lascio il link di seguito per iscrivervi alle prossime edizioni:


Spero vi sia piaciuta questa forma d' arte un po' particolare, grazie mille per aver letto il mio post. Al prossimo articolo e buon fine settimana a tutti voi!